Il Castello o "forte
dei Borgia".
Il
Castello di Nepi è detto comunemente "forte dei Borgia"
essendo la sua storia intimamente legata a questa famosa famiglia.Sotto
il governatorato di Rodrigo Borgia, infatti, la rocca subì
ampliamenti significativi e, successivamente, dopo la salita al
pontificato di Rodrigo, venne dato in governo a Lucrezia.L'aspetto
attuale del Castello è dovuto all'opera dei Farnese che,
verso la metà del '500, arricchirono la struttura di imponenti
mura fortificate, erette a difesa del lato ovest della città.
La fortezza ha, però, origini molto più antiche; all'interno
dei suoi locali sotterranei è, infatti, possibile osservare
l'ingresso da cui si accedeva alla città di età romana
e poi a quella medievale.Due antiche porte, una delle quali ancora
parzialmente affrescata, si conservano inglobate nella struttura
insieme a resti di una strada basolata che forse deve essere identificata
con la Via Amerina.
A partire dal XVII secolo il Castello ha subìto un progressivo
degrado ed è tuttora in fase di restauro.
Il Palazzo Comunale
La
costruzione del Palazzo Comunale ebbe inizio per volere del duca
Pier Luigi Farnese nel dicembre del 1542.Il progetto originale,
redatto quasi sicuramente dall'architetto Antonio da Sangallo il
Giovane, comprendeva il piano terra, preceduto da un porticato,
ed un primo piano sormontato da una torretta ospitante l'orologio.Per
far spazio alla nuova costruzione vari edifici furono demoliti e
la piazza dove sorge il palazzo, prima angusta, assunse l'aspetto
attuale.I lavori vennero seguiti da Battista da Sangallo, fratello
del più famoso Antonio.Nel 1727, a seguito della realizzazione
dell'acquedotto destinato a portare l'acqua all'interno della città,
il porticato del palazzo venne arricchito da una fontana realizzata
dall'architetto Filippo Barigioni.Pochi anni più tardi, nel
1744, su progetto di Michele Locatelli, ripresero i lavori che portarono
ad una sopraelevazione dell'edificio, completato poi dall'aggiunta
della balaustra sul lato frontale.
Il Duomo
Secondo
la tradizione il Duomo di Nepi sarebbe stato edificato sopra un
antico tempio pagano.Notizie di una prima cattedrale vengono fatte
risalire al V secolo.L'antico edificio venne distrutto da Alboino
nel 568, ma non è certo se sorgesse sul luogo occupato poi
dal Duomo.Fregi marmorei e documenti epigrafici attestano la presenza
di una costruzione almeno a partire dal IX secolo.Le più
antiche murature osservabili della struttura attuale possono, però,
essere fatte risalire al XII secolo, momento durante il quale sono
documentati lavori di ampliamento e ristrutturazione.Varie altre
modifiche si ebbero nel corso del tempo, fra le quali la ricostruzione
del portico, nel XV secolo, e l'aggiunta di due navate, quarta e
quinta, nel XVII e XVIII secolo.
Nel 1798 l'esercito francese incendiò il Duomo danneggiandolo
gravemente.
Dopo lavori di restauro, l'edificio riaprì al culto nel 1831.
Seppur molti arredi siano andati distrutti, al suo interno si conservano
ancora opere pregevoli come il trittico del SS.Salvatore ed una
coppia di tavole, raffiguranti S.Tolomeo e S.Romano, databili all'inizio
del XVI secolo.
Particolare attenzione merita anche la cripta, arricchita da 24
colonne sormontate da capitelli, alcuni dei quali finemente lavorati
con figure animalesche tipiche del simbolismo dell'arte romanica.La
sua struttura deve essere, infatti, collocata nel XII secolo, anche
se il suo impianto trae chiaramente origine dalla presenza di un
precedente edificio, forse la primitiva basilica.
La chiesa di S.Biagio
La
chiesa di San Biagio è menzionata per la prima volta in un
documento risalente alla metà del X° secolo, quando l'edifico
era parte di un complesso benedettino dipendente dal monastero di
S.Ciriaco in Via Lata a Roma.
La struttura ha subito vari rifacimenti che non ne hanno alterato,
però, la planimetria generale.Il bel portale d'ingresso è
composto da materiale di reimpiego di età romana e medievale.L'edificio
è ad un'unica aula. Sul lato destro una volta a crociera
delimita una piccola cappella, aggiunta posteriormente, sotto il
cui piano pavimentale sono state rinvenute sepolture di età
medievale.Sul lato sinistro del piano rialzato occupato dal presbiterio,
un ciborio in stile gotico dedicato a S. Biagio ed affrescato con
pitture della fine del XV secolo.L'abside reca pitture di epoca
diversa, le più antiche risalenti al XII secolo ed in cui
si riconoscono con incertezza le figure di S.Lorenzo e S.Benedetto.
Sotto il presbiterio c'è la bella cripta divisa in tre piccole
navate da due slanciate colonne di reimpiego e decorata con affreschi
del XIII e XIV secolo.
La chiesa di S.Rocco
La
chiesa di S.Rocco è di dimensioni molto ridotte e va, molto
probabilmente, identificata con la cappella fatta costruire in onore
di S.Rocco a seguito di una epidemia di peste scoppiata a Nepi nel
1467.
La struttura presenta una facciata semplice, priva di decorazioni.
Al suo interno un affresco raffigurante, nel quadro centrale, il
santo nel suo tipico abito di pellegrino ed ai lati scene della
sua vita.
La chiesa di S.Vito
La
piccola chiesa di S.Vito è ricordata con sicurezza in un
documento del 1467, quando venne scoperchiata per riutilizzare il
materiale edilizio nel rifacimento del tetto del Duomo.
La struttura è, però, sicuramente più antica,
come indicano anche alcune scene affrescate venute alla luce a seguito
di lavori di restauro e databili al XIV secolo.
La catacomba di S.Savinilla
Secondo
la tradizione il monumento avrebbe ospitato le spoglie dei due santi
Tolomeo e Romano, martirizzati sotto l'imperatore Claudio il Gotico
nella seconda metà del III° secolo e fatti seppellire
dalla matrona Savinilla.
Seppur di estensione molto limitata rispetto agli analoghi cimiteri
di Roma, la catacomba di S.Savinilla si distingue per la sua monumentalità.
Le gallerie, infatti, raggiungono l'altezza di circa 3.50 metri,
del tutto inconsueta per una struttura di questo tipo.
Al suo interno tombe "a mensa", tombe "ad arcosolio",
"formae" pavimentali, nicchioni funerari e semplici loculi
per un totale che supera il migliaio di sepolcri.
Alla catacomba si accede dalla chiesa di S.Tolomeo, recentemente
restaurata, realizzata fra la fine del XVII e l'inizio del XVIII
secolo.
La necropoli di loc. Tre Ponti e la Via Amerina
Dalla
strada collegante Nepi a Civita Castellana(SS. 311) si accede all'area
archeologica di loc. Tre Ponti.
Il complesso è costituito dalla necropoli meridionale della
città romana di Falerii Novi e dal percorso della Via Amerina,
lungo il quale il cimitero si sviluppa.
In questo punto il tracciato stradale si avvaleva di due importanti
opere d'ingegneria, il ponte sul Fosso dei Tre Ponti, ancora intatto,
ed il ponte sul Fosso Maggiore, parzialmente crollato. Ai lati della
strada, all'interno di una lunga tagliata, è possibile ammirare
numerose tombe scavate nel tufo e resti di alcuni monumenti sepolcrali,
sepolture per la maggior parte databili fra il I secolo a.C. ed
il II d.C
I Cavoni
Una
lunga tagliata denominata comunemente "I Cavoni" permette
l'accesso da sud alla località "il Pizzo", luogo
frequentato sino all'età rinascimentale e dove si colloca
l'insediamento dell'età del bronzo da cui nascerà
il vicino abitato di Nepi.
La tagliata, caratterizzata da alte pareti tufacee modellate dall'azione
antropica e dell'acqua, è parte di un interessante ed ancora
incontaminato percorso naturalistico.
|